Allergia al Nichel: Sintomi, Dieta e Alimentazione Giusta

L'allergia al nichel può essere sia alimentare che da contatto e si manifesta con sintomi come rossore, irritazione, problemi gastrointestinali e respiratori. Ecco come trattarla anche con la giusta dieta ed alimentazione.

allergia al nichel

L’allergia la nichel solitamente si sviluppa in tarda età: bambini e adolescenti ne sono infatti raramente affetti.

Il nichel è un metallo pesante duro, con il quale si viene spesso a contatto (sia a livello dermatologico che alimentare) che il più delle volte non provoca alcun problema al nostro organismo. E’ pressoché onnipresente: dal sottosuolo, all’acqua, all’aria e in tutti gli organismi viventi e (animali e vegetali) proprio perché a contatto con il suolo –nel caso dei vegetali- o perché si cibano di essi – nel caso di organismi animali.

In alcuni soggetti però, quando si entra a contatto con questo metallo, si possono verificare delle spiacevoli manifestazioni, principalmente a livello cutaneo, DAC (dermatite allergica da contatto) che ci inducono a parlare di allergia al nichel.

Gli studi in merito dimostrano che in Europa circa il 20% della popolazione è affetta da questa patologia e l’Italia risulta essere al primo posto per la presenza di soggetti affetti; le donne quelle più colpite, probabilmente per la maggior esposizione a bigiotteria (anelli, orecchini) causa anche di sensibilizzazione nei neonati, cosmetici, prodotti per la pulizia della casa, tinture per capelli.

Allergia al nichel: cause

Come abbiamo capito la principale causa dell’allergia la nichel è l’esposizione a questo metallo, che si può innescare sia attraverso il contatto, sia attraverso l’ingestione, poiché il nichel è presente in moltissimi alimenti. Il sistema immunitario reagisce in una maniera “errata”, riconoscendo il nichel come una sostanza estranea e scatenando una reazione infiammatoria, con conseguente rilascio di istamina.

Ogni qual volta, il soggetto allergico, entrerà in contatto con questo metallo, si svilupperà la reazione allergica, che potrà essere più o meno violenta, a seconda della quantità di metallo a cui ci si è esposti.

Allergia al nichel: sintomi più comuni

La sintomatologia può essere suddivisa in una dermatite da contatto (DAC), o sindrome da allergia sistemica al nichel (SNAS) che a sua volta può avere sia manifestazioni cutanee che a carico di vari apparati dell’organismo (gastrointestinale e respiratorio).

Per quanto riguarda le manifestazioni cutanee, queste si sviluppano di solito nell’arco delle 48 ore dall’esposizione al metallo, e lì proprio dove il metallo è venuto in contatto con la pelle: lobi dell’orecchio, polsi dove si portano bracciali e orologio, pancia che sfrega contro il bottone dei jeans.

Si assiste alla comparsa di prurito, arrossamento, vescicole e in alcuni casi più gravi anche alla desquamazione della pelle; si parla, in quest’ultimo caso, di disidrosi e particolarmente colpiti risultano i palmi di mani e piedi.

Quando eruzioni cutanee si manifestano in distretti corporei “lontani” dal punto di contatto con il metallo, siamo di fronte allora, ad una allergia sistemica al nichel; punti più colpiti sono i gomiti, il collo, l’interno coscia, le pieghe delle ginocchia, i palmi delle mani.

Tale forma si manifesta anche con altri sintomi a carico

  • dell’apparato gastrointestinale, dando origine a vomito, diarrea, meteorismo, stipsi, crampi, coliche, gonfiore
  • dell’apparato respiratorio: comparsa di riniti, asma o comunque di un peggioramento della respirazione
  • dell’apparato neurologico: capogiri, cefalee, mal di testa
  • più in generale si può avvertire senso di spossatezza, astenia, febbre, dolori articolari, insonnia.

I sintomi intestinali sono in realtà il primo campanello di allarme: sovente si assiste a dei repentini cambiamenti di peso, non spiegabili o attribuibili a variazioni del regime alimentare.

Come diagnosticare l’allergia al nichel

L’esame più noto è sicuramente il patch test: una specie di “cerotto” contenente nichel che viene posizionato a contatto con la pelle, di solito sulla schiena, per circa 48-72 ore. Trascorso questo tempo, si rimuove il patch e si osserverà la reazione cutanea.

In alcuni casi, quando si tratta soprattutto di allergia alimentare al nichel, si può procedere a un test di somministrazione orale, durante il quale (previa dieta ad esclusione) viene somministrata una piccola quantità di alimento contenete nichel e si osservano le reazioni che si sviluppano.

Intolleranza al nichel: cura e prevenzione

Una vera e propria cura per l’allergia al nichel non esiste: bisogna tenersi “alla larga” dal metallo, per evitare reazioni cutanee e cercare quanto più possibile di evitare i cibi che lo contengono. Effettivamente questa è la pratica più difficile, poiché, come già enunciato prima, il nichel è davvero presente in tantissimi alimenti. La cosiddetta dieta ad esclusione diventerebbe davvero una dieta monotona e molto restrittiva.

Si dovrebbe allora optare per una dieta a basso contenuto di nichel, attraverso la quale si stabilisce il quantitativo massimo che un individuo, allergico al nichel, può tollerare. Certo anche questa non è semplice da realizzare, poiché gli studi in merito sono ancora aperti e non tutti gli individui reagiscono allo stesso modo; si procede per step, magari tenendo un diario alimentare, che possa facilitare nella lettura dei sintomi.

Dieta per allergia al nichel

Proprio qui viene la nota dolente: il nichel si trova quasi dappertutto, in particolar modo nei cibi vegetali, e molti studi in merito sono anche discordi tra di loro. Alcuni autori consigliano di evitare un determinato alimento, mentre per altri potrebbe essere consentito, magari in modiche quantità.

Districarsi in questo marasma non è semplice, però si possono seguire delle linee guida che sicuramente sono un buon punto di partenza:

  • Evitare tutti i cibi inscatolati, perché chiaramente il nichel presente nella scatola viene assorbito dal cibo in essa contenuto
  • Stesso discorso per le bevande in lattina
  • Scegliere con attenzione le stoviglie, in particolar modo le pentole: quelle in acciaio inox 18/10 (composte da cromo e nichel proprio nella percentuale 18/10), in alluminio, in teflon e quelle smaltate contengono grandi quantità di nichel. Il materiale idoneo in caso di allergia al nichel è il pyrex
  • Non tutti i cibi hanno la stessa concentrazione di nichel: potrebbe anche bastare (ma ricordiamo che ogni individuo è a sé) non associare, nella stessa giornata, più cibi contenenti il metallo in questione
  • Procedere con una dieta ad eliminazione in cui si dà molta importanza a quelli che sono i sintomi conseguenti all’ingestione di un alimento “incriminato”. In questo tipo di dieta potrebbe tornare utile la compilazione del diario alimentare, così da capire quali sono gli alimenti che danno più fastidio e quali invece, nonostante contengano nichel, siano ben tollerati.

Per maggiore chiarezza, però, ecco un elenco di cibi da eliminare o limitare: un elenco da “personalizzare”, proprio perché, come già detto, ogni individuo reagisce in maniera diversa. Per alcuni alimenti come caffè, cacao e cioccolata non si ha scampo: sono proprio quelli che hanno la più alta concentrazione di nichel e provocano quasi sicuramente reazioni allergiche.

VERDURE DA ELIMINARE VERDURE DA LIMITARE
Funghi Carciofi
Cipolle e porri Finocchi (alcuni li tollerano cotti)
Carote Rape
Pomodori Ravanelli
Cavolo Rucola
Lattuga
Crauti
Spinaci
Cavolfiore
FRUTTA DA ELIMINARE FRUTTA DA LIMITARE
Frutta secca (tutta) Kiwi
Pere Uva
Ananas Ciliegie
Avocado Amarene
Albicocche e susine Fragole (da non associare con altri cibi)
Cocco  Banane (da non associare con altri cibi)
Datteri
Nespole
Frutti di bosco (more, mirtilli, lamponi)
CEREALI DA ELIMINARE CEREALI DA LIMITARE
Riso integrale Farina 0
Pasta integrale Farina di ceci
Grano saraceno Farina di castagne
Farro Polenta
Mais
Orzo
Malto
Avena
Segale
CARNE DA ELIMINARE CARNE DA LIMITARE
Interiora Bresaola
Fegato Salame
Carni in scatola
Prosciutto cotto
Wurstel (e in genere tutti i prodotti lavorati, semilavorati e confezionati)
PESCE DA ELIMINARE PESCE DA LIMITARE
Vongole Sogliole
Cozze Sardine
Crostacei Sgombro in scatola
Molluschi Tonno in scatola
Ostriche Salmone in scatola
Baccalà Merluzzo
Nasello
SPEZIE E AROMI DA ELIMINARE SPEZIE E AROMI DA LIMITARE
Noce moscata Origano
Cannella Salvia
Sesamo Menta
Cumino Alloro
CONDIMENTI DA ELIMINARE CONDIMENTI DA LIMITARE
Olio di mais, girasole e di semi in generale Aceto balsamico
Ketchup Senape
Olio di palma Salsa di soia
LATTICINI DA ELIMINARE
Gorgonzola
Formaggi affumicati
Formaggini
Latte di soia e cocco
Margarina

 

E ancora tutti i LEGUMI, LIEVITO CHIMICO IN POLVERE, LECITINA DI SOIA, TÉ, CAFFÉ, CAMOMILLA, BIRRA, FRUTTOSIO, LIQUIRIZIA, VANILLINA, FRITTURE E COTTURE ALLA BRACE.

Bibliografia: Silvio Pizzutelli “Il nickel: l’allergia sistemica e la dieta”


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Sono una Biologa Nutrizionista, appassionata e “affamata”, non di cibo, ma di sapere, alla ricerca di una formazione continua! La soddisfazione più grande arriva, però, dai pazienti che, con il mio aiuto, riacquistano un rapporto sano con il cibo! Il mio blog "www.ilpiattogiustoblog.wordpress.com", cita: “Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte”, perciò ai fornelli la mia “missione” è coniugare gusto e salute (le cene settimanali tra amiche sono un must)! Mai senza lettura, sport e mare! Segui la mia pagina Fb:"Il piatto giusto - Dott.ssa Antonella Ferrigno" per rimanere sempre in contatto con me o scrivimi a: ferrigno_antonella@libero.it