Ashwagandha: Proprietà del Ginseng Indiano, Dosaggio e Dove si Compra

L'ashwagandha (o ginseng indiano) è una pianta dalle molteplici proprietà, benefica soprattutto per il colesterolo e la tiroide. Ecco i suoi usi, benefici e controindicazioni.

ashwagandha-proprietà

Il suo nome in sanscrito significa letteralmente “odore di cavallo”, è l’ashwagandha, una pianta che crescere prevalentemente in India e Africa, apprezzata fin dai tempi antichi e che privilegia climi caldo-temperati e aridi. Le proprietà dell’ashwagandha (definita anche ginseng indiano) sono molto conosciute in questi territori tanto da essere descritte sia nella medicina orientale cinese che in quella ayurvedica, in cui la pianta viene considerata un importante tonificante naturale.

Benché il nome “odore di cavallo” riferito più che altro all’odore delle radici possa creare qualche perplessità, l’ashwagandha è stata recentemente oggetto di numerosi studi che sembrano confermare la sua capacità di ristabilire le condizioni fisiche ottimali dopo periodi di malattia, nonché ridurre i tempi di recupero. Ad essere utilizzate sono appunto le radici che racchiudono in misura maggiore i suoi componenti principali e hanno effetti benefici maggiori sul nostro corpo rispetto a foglie o fiori.

Di quali effetti stiamo parlando? Oltre alle sue qualità adattogene, dal punto di vista strettamente fisico questa pianta è consigliata per ridurre il colesterolo cattivo, la glicemia, permettere lo sviluppo della massa muscolare e sembra riesca anche a regolare la produzione di alcuni ormoni tiroidei. Inoltre la Withania somnifera (nome scientifico della pianta) contrasta insonnia e disturbi dell’umore, aumenta la capacità di concentrazione e riduce gli effetti dello stress mentale e fisico sul corpo.

Ashwagandha: Proprietà e Benefici

La pianta dell’ashwagandha si è rivelata in numerose situazioni un validissimo rimedio naturale capace di contrastare patologie e condizioni acute o croniche riequilibrando all’interno del nostro corpo le funzionalità degli organi e la comunicazione tra le cellule che lo compongono. Analizziamo insieme i benefici dell’ashwagandha e le sue qualità straordinarie.

Proprietà antinfiammatorie

Alcuni studi hanno esaminato la capacità della pianta di ridurre l’infiammazione e il dolore che colpisce le articolazioni in patologie come artrosi e malattie reumatiche. Tuttavia, è consigliabile assumere l’ashwagandha in modo costante, intervallandola a periodi di pausa, poiché essa rivela un’azione più mirata ed efficace nei disturbi cronici che interessano le giunture.

Azione corroborante

Come accennato prima, l’ashwagandha veniva adoperata nei tempi remoti per donare nuova energia ad un corpo debole, caratteristica che le ha fatto guadagnare l’appellativo di ginseng indiano. La pianta infatti, avendo proprietà adattogene, migliora le condizioni generali dell’organismo, e ciò si traduce in un potenziamento delle difese immunitarie e nel recupero di peso (massa magra) in condizioni di malnutrizione o debolezza.

Regolatore dell’umore

Soffriamo di ansia, agitazione o siamo depressi? L’ashwagandha può aiutarci dal momento che esercita una funzione calmante e ci permette di rispondere meglio agli stress esterni della vita quotidiana. Riduce inoltre il cortisolo, l’ormone dello stress, donandoci quindi uno stato di serenità. Infine, viene spesso consigliata anche per contrastare l’insonnia e tornare a godere di un sonno appagante.

Migliora la funzionalità tiroidea

Vi è un legame stretto tra ashwagandha e tiroide. I componenti essenziali di quest’erba riescono a migliorare e regolare la produzione di quegli ormoni responsabili in particolare dell’ipotiroidismo, una patologia in cui gli ormoni tiroidei non vengono secreti a sufficienza provocando stanchezza, aumento di peso, irritabilità e molto altro.

Effetto benefico sul sistema nervoso

L’assunzione della pianta non garantisce soltanto il recupero del buonumore, ma migliora anche le funzioni cognitive, promuovendo le cosiddette sinapsi, ossia quelle strutture responsabili della comunicazione nervosa. Sembra inoltre che l’ashwagandha sia in grado di prevenire lo sviluppo di malattie degenerative quali Alzheimer e demenza senile.

Previene le malattie metaboliche

Agendo sulla tiroide i witanolidi (elementi costitutivi della pianta) riducono il rischio di sovrappeso ed obesità. Non è tutto: tali elementi sono anche responsabili della diminuzione degli zuccheri presenti nel sangue ed esercitano un’azione stimolante nella produzione di insulina, contrastando quindi iperglicemia e diabete. Gli effetti dei witanolidi si notano anche nella riduzione dei livelli di colesterolo e delle LDL.

Potenzia le prestazioni fisiche

In virtù della sua capacità ricostituente, il ginseng indiano permette al corpo di combattere la debolezza muscolare e aumentare la resistenza agli sforzi fisici; è in grado di favorire lo sviluppo della massa muscolare ed è particolarmente indicato per gli sportivi che sentono meno la fatica in caso di esercizi fisici intensi.

Le proprietà benefiche dell’ashwagandha non finiscono qui. I witanolidi che la compongono sollecitano la produzione delle cellule del sangue, favorendo quindi un ricambio delle stesse, fondamentale per mantenere le nostre condizioni di salute ottimali.

Secondo alcuni poi la pianta rientrerebbe nella classe degli afrodisiaci naturali, indipendentemente dal fatto che ciò sia vero o meno, è indubbio che l’ashwagandha stimoli la secrezione degli ormoni maschili (testosterone in particolare) contrastando impotenza e infertilità.

Infine, essendo ricca di antiossidanti, pone un freno allo stress ossidativo generato naturalmente dalle cellule dell’organismo e protegge l’apparato cardiovascolare prevenendo le malattie ad esso legate.

Ashwagandha: Dosaggio

L’ashwagandha viene generalmente venduta sotto forma di polvere essiccata mentre è più difficile, ma non impossibile, riuscire a trovare le radici della pianta, con le quali preparare un buon tè o un decotto per gli usi appena visti.

Occorre sottolineare che gli integratori di ashwagandha sono sicuri sia per adulti che bambini, tuttavia, consigliamo come sempre di chiedere un parere allo specialista o erborista sulle modalità di assunzione e sulla posologia. In generale, le dosi da osservare quando si vuole cominciare ad introdurre l’ashwagandha sono in genere di 2-5 gr al giorno.

Si tratta di una dose particolarmente efficace per contrastare lievi disturbi, patologie croniche o come cura ricostituente. Per un trattamento d’urto, invece, si può anche arrivare ad assumerne 10-15 gr (sarà il medico a stabilirlo) sebbene questo dosaggio possa essere rispettato soltanto per periodi di trattamento piuttosto brevi.

Ashwagandha: Controindicazioni

Benché si tratti di una pianta sicura adatta anche ai più piccoli, è possibile che l’uso dei preparati o della radice medesima provochino qualche disturbo. In alcuni soggetti particolarmente sensibili, essa potrebbe causare disturbi gastrointestinali, quali nausea, vomito o diarrea. È inoltre sconsigliata alle donne in stato di gravidanza poiché potrebbe provocare aborti spontanei.

Le controindicazioni dell’ashwagandha riguardano però maggiormente l’interazione con i farmaci e il rischio di potenziarne i benefici quanto gli effetti indesiderati. Dal momento che questa preziosa pianta ha effetti ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti, è bene consultare un medico prima di assumerla qualora si stia seguendo un trattamento con farmaci che devono produrre i medesimi effetti.

Allo stesso modo, anche coloro che stanno trattando stati di ansia o depressione con farmaci prescritti devono fare attenzione all’assunzione dell’ashwagandha considerata la sua azione a livello nervoso.

Infine, contattiamo uno specialista se vogliamo introdurre la pianta nella nostra alimentazione e stiamo seguendo una cura a base di corticosteroidi, o, in generale, antinfiammatori.

Ashwagandha: Dove si Compra

Le erboristerie più fornite sono certamente i punti di riferimento in cui riuscire a trovare dell’ashwagandha. Abbiamo parlato della polvere della pianta essiccata e delle radici. In commercio esistono anche altri due formati reperibili, vale a dire le compresse e la tintura madre.

La withania somnifera in capsule contiene spesso una quantità di prodotto pari a 500 mg, pertanto, per raggiungere i dosaggi esposti nella sezione precedente, andrebbero consumate più compresse al giorno. Tuttavia, poiché gli integratori contengono anche altri ingredienti è bene rispettare le indicazioni riportate sul prodotto o quelle fornite dal medico.

Infine, troviamo la tintura madre che presenta comunque una base alcolica e potrebbe non essere l’integratore più adatto per alcuni soggetti o per i bambini. Anche in questo caso, bisogna attenersi alle modalità d’uso descritte nella confezione, generalmente fino a 40 gocce o 1 cucchiaino al giorno.