Cardamomo: Proprietà e Usi della Regina delle Spezie

Il cardamomo è una spezia molto usata in India e nei paesi orientali, nota per la sua azione sgonfiante e digestiva, profuma l'alito e disinfetta la bocca. Scopri tutti i suoi benefici e come usarla in cucina per aromatizzare dolci e piatti salati.

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Conosciamo da vicino le proprietà del cardamomo e come usare questa spezia in cucina. Il cardamomo è una spezia di origine orientale, proveniente da una pianta tropicale della stessa famiglia dello zenzero, conosciuta come la famiglia delle Zingiberaceae. In Europa arrivò ai tempi dei Romani e dei Greci, che lo utilizzavano principalmente nella cosmesi e nella realizzazione di profumi. Ancora oggi viene impiegato per la sua particolare e piacevole fragranza in prodotti cosmetici come creme e maschere per il viso ma anche nei prodotti per i capelli.

Il frutto del cardamomo si presenta come un involucro contenente piccoli semi dal colore scuro, che sono appunto i semi di cardamomo. Questi sono utilizzati sia interi che in polvere, come spezia, e hanno un sapore fruttato e fresco mentre l’odore ricorda quello dell’eucalipto.

Esistono principalmente due specie di cardamomo che si distinguono per il colore: il cardamomo verde, che è il più comune ed utilizzato e quello nero.

I benefici del cardamomo possono essere apprezzati sia consumandolo all’interno di piatti o bevande, come ad esempio il chai, bevanda nazionale indiana, oppure nel mix di spezie che compone il curry, utilizzato per condire verdure, risotti, zuppe. E’ inoltre possibile consumarlo al naturale per combattere i sintomi dell’alitosi, migliorare la digestione oppure contrastare l’asma.

Per le sue proprietà rinfrescanti sull’alito, in India il cardamomo è considerato al pari della menta nella nostra cultura; infatti è un componente diffuso di dentifrici e gomme da masticare.

Cardamomo: proprietà e benefici

Questa spezia è un prodotto tuttofare; le proprietà del cardamomo sono infatti molteplici e vanno ad interessare diverse parti dell’organismo agendo su diversi disturbi, dallo spiacevole alito cattivo al mal di gola.

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, il cardamomo presenta una vasta gamma di minerali tra cui il manganese (un solo cucchiaio ne contiene l’80% della razione giornaliera), calcio, zinco, fosforo e potassio. Ma vediamo, in particolare, quali sono le proprietà terapeutiche di questa profumata spezia.

Combatte l’alitosi

Il cardamomo è efficace contro i batteri del cavo orale, che causano infezioni ed alito cattivo. Per avere un alito fresco più a lungo basterà masticare una bacca di cardamomo per qualche minuto, per eliminare i cattivi odori dalla bocca.

Riduce la pressione

Il cardamomo è in grado di ridurre la pressione del sangue, indispensabile per mantenere sani cuore e reni. Consumando 3 grammi di cardamomo in polvere al giorno per almeno 12 settimane si possono ridurre la pressione sistolica, diastolica e aumentare gli antiossidanti del 90%.

Riduce il colesterolo

Il cardamomo è ricco di fitosteroli, steroli vegetali che hanno un ruolo importante nella riduzione dei livelli di colesterolo cattivo e di contrasto delle cellule cancerogene. In particolare, i benefici sono stati evidenziati con l’uso di olio e di polvere di cardamomo.

Combatte la carie

Masticare bacche di cardamomo dà beneficio alla cavità orale non solo perché ha effetti antibatterici ma anche per quanto riguarda la formazione di carie. L’atto meccanico di masticare l’involucro della bacca andrà a pulire la superficie dei denti, mentre invece l’interno andrà a favorire una maggior produzione di saliva, dagli effetti purificanti.

Aiuta la digestione e sgonfia la pancia

Questa spezia è molto usata in Oriente, nella medicina ayurvedica, per trattare dolori di stomaco ed episodi di cattiva digestione. L’estratto di semi di cardamomo aiuta il sistema digestivo a gestire acidità, flatulenze e crampi, arrivando in alcuni casi a fare da gastroprotettore contro le ulcere. Per i suoi effetti sgonfianti e digestivi, può essere assunto sotto forma di infuso da bere dopo i pasti.

Aiuto contro l’asma

Questa spezia orientale è inoltre in grado di provocare effetti broncodilatatori, importanti per coloro che soffrono d’asma, permettendogli di respirare più facilmente.

Calma il mal di gola

Utile per ridurre le infezioni del cavo orale, il cardamomo vanta proprietà benefiche per gola e gengive, calmando l’infiammazione e diminuendo il dolore. Questa azione è esercitata dal cineolo, presente sia nei semi che in maggior quantità nell’olio essenziale di cardamomo e che vanta proprietà antisettiche anche in caso di tosse e raffreddore.

Come e dove si usa il cardamomo?

Il cardamomo è una delle spezie più utilizzate nel mondo orientale, in particolare in paesi di origine araba e indiana, che nel tempo hanno maturato diverse ricette, sia dolci che salate, che lo vedono protagonista.

Nel mondo occidentale invece è molto utilizzato nei paesi nordici come la Finlandia e la Svezia, dove si realizzano delle brioche a base di cardamomo e cannella. Vediamo dunque alcune idee per utilizzare i semi di cardamomo nelle nostre ricette.

Chai

Il chai è una delle bevande tipiche di India e Pakistan a base di latte e tè nero. I suoi ingredienti comprendono diverse spezie tra cui non possono mancare i semi di cardamomo. Usarli nel chai è semplice: basta estrarre i semi dal baccello e farli bollire insieme ad altre spezie come cannella, chiodi di garofano e zenzero.

Caffè arabo

Il caffè arabo, anche detto qahwa, è una bevanda a base di caffè e spezie originaria del Medio Oriente e dei Paesi Arabi, la cui ricetta varia in base alla zona. Generalmente si prepara all’interno di una “dallah”, apposita brocca, e viene servito in tazzine senza manico chiamate “finjaan”. Gli ingredienti principali sono il caffè arabo (macinato o in chicchi), cardamomo, chiodi di garofano, zafferano, acqua di rosa e acqua.

Aromatizzare i dolci

Il cardamomo, oltre ad un sapore pungente, porta con sé anche un aroma fruttato, che si sposa bene con le ricette dolci. Possiamo pestare i semi con un mortaio o polverizzarli con un macina caffè e aggiungerli agli impasti di torte, biscotti e muffin. In alternativa è possibile reperire il cardamomo in polvere già pronto, da spolverare su dolci come panna cotta, gelati, budini e frutta caramellata.

Aromatizzare tè e tisane

Il suo gusto leggermente piccante si accompagna bene ai sapori leggeri di tè e tisane. Per aromatizzarli basta lasciare in infusione alcune bacche e successivamente filtrare il composto dopo circa 7-10 minuti, a seconda dell’intensità che si vuole dare.

Aggiunto al caffè

Se vogliamo preparare un caffè aromatico, profumato e dal gusto orientale, possiamo aggiungere nel filtro insieme al caffè macinato anche un pizzico di cardamomo in polvere.

Aggiunto a piatti salati

E’ inoltre possibile utilizzare il cardamomo per insaporire piatti di natura salata come per esempio zuppe, purea di patate o altre verdure, salse e sughi, oppure risotti. Basterà polverizzare alcune bacche e distribuirle sulla pietanza.

Infine, i semi di cardamomo possono essere impiegati per preparare un ottimo liquore aromatico o digestivo, oppure aggiunti a salse e marmellate per dare loro un tocco fresco ed originale.

Tisana sgonfiante al cardamomo

Per ridurre gonfiori addominali e favorire la digestione è possibile preparare una tisana al cardamomo che darà sollievo all’intestino, all’apparato respiratorio in caso di mal di gola o raffreddore, e alle gengive, contrastando eventuali infiammazioni.

In un mortaio schiacciare 5 semi di cardamomo, dopodiché unirli a mezzo cucchiaino di semi di finocchio e un cucchiaino di semi di coriandolo. Scaldare 250ml d’acqua in un pentolino e una volta raggiunta l’ebollizione versare il mix di spezie e lasciarlo in infusione per circa 10 minuti. Servire in una tazza aggiungendo dell’anice stellato.

Cardamomo: controindicazioni

La regola principale per non incorrere nelle controindicazioni del cardamomo è sicuramente quella di non esagerare con le dosi. In caso si assumesse una dose eccessiva si potrebbe andare incontro a disturbi come nausea e diarrea e in alcuni casi il cardamomo potrebbe causare un inizio di gastrite aumentando esponenzialmente la produzione di succhi gastrici.

Le donne in gravidanza ed allattamento, possono consumarlo in quantità moderate, evitando l’assunzione di dosi per uso terapeutico.

Coloro che soffrono di calcoli biliari dovrebbero invece astenersi del tutto dal consumo di questo alimento. Aumentando l’attività dell’apparato digerente il cardamomo stimola anche la produzione della bile, che potrebbe provocare lo spostamento dei calcoli presenti e portare a dolorose coliche.

Sconsigliato l’uso anche a chi è soggetto ad allergie ed intolleranze o in caso di colite, reflusso gastrico, ulcera, colecisti e diverticoli.