Carenza di Ferro: Sintomi, Cause e Cosa Fare per Integrarlo

Chi soffre di carenza di ferro, presenta diversi sintomi come stanchezza, capelli e unghie fragili e vertigini. Ecco come si manifesta la mancanza di ferro, le cause e consigli per integrarlo con l'alimentazione e i giusti integratori.

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Ognuno di noi, per diversi motivi che vedremo in questo articolo, può essere soggetto a carenza di ferro. Il significato di tale condizione è facile da intuire: si tratta di una mancanza di questo importante minerale, o meglio, della presenza di una ridotta quantità, che non è in grado di supportare l’organismo nelle sue funzioni.

Una carenza di questo tipo può comportare diversi rischi e problemi di salute. Il ferro, infatti, è un minerale fondamentale per la sopravvivenza dell’organismo poiché da esso dipende la capacità del sangue di legarsi all’ossigeno tramite una proteina, l’emoglobina, ed essere quindi trasportato a tutte le cellule del corpo. Se i livelli di ossigeno non sono sufficienti, tessuti e cellule non possono sopravvivere.

Inoltre, il ferro è direttamente legato alla produzione delle cellule del sangue e in caso di un deficit prolungato è possibile sviluppare una forma specifica di anemia, definita anemia sideropenica, in cui, vi sono livelli bassi di emoglobina nel sangue (conseguenza diretta appunto della mancanza del ferro).

Anche i bambini piccoli possono andare incontro ad una mancanza di ferro soprattutto se sono nati prematuri o durante il periodo dell’allattamento, in particolare se vengono adoperati latti pastorizzati non arricchiti con ferro. Per tali motivi è bene riconoscere i maggiori sintomi di deficit e agire in modo idoneo chiedendo anche il parere del medico.

Fabbisogno Giornaliero di Ferro

Il fabbisogno giornaliero di ferro è un valore che cambia in base a diversi fattori che sono: sesso, età, stato di gravidanza, allattamento e condizioni particolari del soggetto (esempio donna durante il ciclo).

Secondo la tabella della LARN per un uomo adulto è di 10mg, mentre la donna ha bisogno di un maggiore intake di questo minerale. In età fertile (18-40 anni) il fabbisogno medio è di 18 mg, che aumenta se si trova in stato di gravidanza, per arrivare a circa 30 mg nel secondo e terzo trimestre. Nella fase di allattamento, i valori tornano di nuovo a 18 mg. Per quanto riguarda il fabbisogno nei bambini, fino a 3 anni è di 8 mg mentre dai 4 ai 10 anni sale a 11 mg.

Carenza di Ferro: Sintomi più Comuni

La mancanza di un minerale come il ferro può compromettere le nostre condizioni di salute in modo più o meno considerevole. Talvolta è possibile che tale carenza sia asintomatica, tuttavia, spesso sono presenti sintomi caratteristici: vediamo i più comuni.

Stanchezza e fiato corto

Una stanchezza immotivata o che compare dopo pochi sforzi è uno dei tipici sintomi della mancanza di ferro. L’affaticamento, così come il fiato corto, sono causati dal ridotto trasporto di ossigeno ai tessuti ed in particolare ai muscoli che non riescono ad ossigenarsi e a produrre abbastanza energia da consumare. In questo modo l’organismo lavora con maggiore difficoltà e si stanca prima.

Giramenti di testa

Questo sintomo si collega in parte a quello precedente poiché un’eccessiva stanchezza e il bisogno di respirare con più frequenza e intensità si presentano spesso insieme a vertigini e senso di confusione. Anche i giramenti di testa dipendono dall’inadeguata ossigenazione dei tessuti, in particolare di quelli cerebrali.

Capelli fragili e pelle secca

Si tratta di un altro dei sintomi da carenza di ferro che è facile riconoscere. È evidente che se l’ossigeno deve raggiungere le parti più importanti ed essenziali per la sopravvivenza dell’organismo, vi sono zone che ne usufruiranno di meno, in questo caso parliamo di capelli che cadono e unghie che si spezzano e di pelle che appare disidratata e screpolata.

Tachicardia

L’aritmia cardiaca e quindi l’aumento del ritmo e della frequenza del battito del cuore sono fenomeni che si scatenano poiché quest’ultimo deve pompare il sangue più velocemente affinché arrivi a tutti i distretti del corpo, tentando in questo modo di ossigenare il più possibile gli organi e le cellule.

Sindrome delle gambe senza riposo

Sebbene si verifichi perlopiù in persone fortemente stressate o nervose, anche quantità ridotte di ferro possono portare alla sindrome della gambe senza riposo in cui si sente la necessità di muovere frequentemente le gambe o si percepiscono formicolii o fastidi. Ciò si verifica perché il ferro presente in scarse quantità non basta a produrre la dopamina, neurotrasmettitore che aiuta a controllare i movimenti.

Unghie che si spezzano

Lo abbiamo accennato prima: unghie fragili, che si segnano facilmente o si spezzano sono direttamente collegate alla carenza di ferro, in quanto tali strutture epidermiche contengono tracce di diversi minerali, tra cui appunto il ferro che conferisce rigidità.

Raffreddamento di mani e piedi

Le stesse ragioni per cui si hanno capelli fragili e pelle secca costituiscono la causa delle estremità fredde del corpo. Il sangue, insieme all’ossigeno e alle sostanze nutritive deve irrorare principalmente i nostri organi e pertanto non arriva appieno alle estremità, determinandone il raffreddamento.

Carenza di Ferro: Cause principali

Se ci troviamo in una situazione in cui accusiamo determinati sintomi e sospettiamo che la causa principale sia un apporto di ferro non adeguato, occorre certamente integrarlo in più modi ma anche scoprire a cosa sia dovuto questo deficit. Vediamo quindi quali sono le cause più importanti di carenza.

Dieta povera di ferro

La prima domanda che viene spontaneo porci è: mangio abbastanza cibi che contengono ferro? In realtà non è proprio questa la causa. Il ferro contenuto sia negli alimenti di origine animale che vegetale non viene del tutto “sfruttato” dall’organismo; infatti solo una minima percentuale viene assimilata.

Del ferro proveniente da fonti animali, ne assimiliamo solo tra il 10 e il 30% mentre quello introdotto da fonti vegetali, viene assimilato in una misura che va dal 2 al 10%. Una percentuale relativamente bassa se pensiamo che ogni giorno perdiamo circa 1,5 mg di ferro tramite feci, urina, bile e micro emorragie che si verificano a livello intestinale.

Gravidanza o ciclo

La donna è più soggetta del sesso maschile ad avere il ferro basso per via di un ciclo mestruale abbondante, durante il quale si espellono sangue e cellule dell’endometrio. In media una donna durante i giorni del ciclo perde dai 30 ai 60 ml di sangue (dato variabile a seconda del soggetto), una quantità elevata se si considera che per 1 ml di sangue perso, si perde 0,5 mg di ferro.

Anche la gravidanza rientra tra le cause della carenza di ferro dal momento che la donna deve sostenere la formazione e crescita del feto e ciò a fronte di un grande dispendio di energie in cui i globuli rossi giocano un ruolo fondamentale con il trasporto di ossigeno, zuccheri e lipidi.

Emorragie interne ed esterne

Le perdite di sangue dovute invece a traumi sono un’altra causa frequente di deficit di ferro. Una situazione tipica di emorragia è quella delle emorroidi (sia interne che esterne), in cui si ha la rottura dei vasi. Con il termine emorragia ci riferiamo anche alle ulcere dello stomaco o dell’intestino, ovvero emorragie interne che talvolta ignoriamo di avere ma che a lungo andare causano anemia.

Disordini intestinali

Il ferro, come la gran parte dei minerali, viene assorbito nell’intestino. Pertanto, quando si soffre di patologie a carico di questo organo (ad esempio la celiachia) vi è la possibilità che l’assorbimento dei minerali venga meno. Lo stesso si verifica anche in condizioni di abuso di lassativi, diarrea e malattie infiammatorie intestinali in cui l’intestino presenta delle lesioni.

Ferro Basso: Come Integrarlo

Poiché le cause di un deficit di ferro sono diverse la prima cosa da fare è cercare di aumentare il consumo di alimenti che lo contengono. Tuttavia, poiché si è visto che soltanto una scarsa percentuale di questo viene assorbito, è necessario ricorrere ad integratori specifici.

Alimenti ricchi di ferro

Tra i cibi che contengono più ferro troviamo verdure di colore verde scuro. Queste non comprendono soltanto i “classici” spinaci, ma anche la rucola e le alghe, come la clorella e la spirulina. Un’importante fonte di ferro è poi contenuta nelle verdure e ortaggi rossi, primi tra tutti la barbabietola, insieme ai pomodori secchi e al radicchio.

Tra i cibi consigliati per evitare un’anemia da carenza di ferro vi sono anche l’ortica e alcuni cereali come l’amaranto. Infine, non si possono dimenticare i legumi come lenticchie, ceci e soia, i semi oleosi come quelli di sesamo e la frutta secca come anacardi e pinoli. Anche il cacao amaro è una buona fonte di ferro, per questo può essere aggiunto a frullati e bevande.

Cibi che facilitano l’assorbimento

Per aumentare la quantità di ferro assimilata è opportuno sapere che vi sono alcuni alimenti che ne facilitano l’assorbimento e altri che lo contrastano. Tra i primi va ricordato soprattutto il limone poiché contiene elevate quantità di vitamina C, pertanto, dobbiamo sempre associare ad un alimento che contiene ferro una fonte di questa vitamina. Oltre al limone, altri cibi ricchi di Vitamina C che favoriscono l’assorbimento del ferro sono arance, pompelmi, fragole, peperoni, broccoli e kiwi.

Al contrario, esistono altri alimenti che inibiscono l’assorbimento del minerale, è il caso del caffè e del tè che contengono tannini, oppure delle fibre e del calcio consumato in modo eccessivo e contenuto nei prodotti caseari.

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Integratori di ferro

Soltanto il medico ha le competenze per diagnosticare una carenza di ferro e prescrivere le giuste dosi di ferro da integrare in caso di anemia. I supplementi di ferro si trovano in capsule, bustine o compresse che ne contengono circa 30 mg e vengono consumati ai pasti (poiché possono portare disturbi intestinali) per diversi mesi. I dosaggi in genere aumentano gradualmente in modo da abituare l’organismo.

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