Ipoglicemia: Sintomi, Cause e Dieta Giusta per la Glicemia Bassa

L'ipoglicemia (ovvero la glicemia bassa) può manifestarsi con diversi sintomi come tachicardia, ansia e nausea e può essere più o meno grave a seconda dei livelli di glucosio nel sangue. Vediamo come agire quando si hanno cali di zuccheri e qual è la giusta dieta.

L’ipoglicemia è una condizione particolare in cui il corpo non dispone delle corrette quantità di zuccheri che gli permettono di far funzionare tutti i suoi apparati e sistemi.

Quando si parla di zuccheri si parla più in particolare di glucosio, la fonte di energia primaria dell’organismo. Il glucosio è fondamentale per la nostra sopravvivenza essendo il nutrimento principale per il cervello.

Vi sono alcuni casi in cui i livelli di zuccheri calano drasticamente e ciò avviene soprattutto in persone che assumono insulina o farmaci per contrastare il diabete. Le crisi ipoglicemiche, infatti, sono frequenti in questi soggetti e a provocarle sono gli stessi medicinali assunti. Occorre intervenire tempestivamente affinché la crisi non diventi grave e non sia necessario l’intervento di personale medico.

Per coloro che invece non soffrono di diabete, è comunque possibile avere episodi ipoglicemici in situazioni specifiche, ad esempio a distanza di poche ore da un pasto. Si parla in questo caso di ipoglicemia post prandiale causata per esempio da una produzione eccessiva di insulina. I livelli di glucosio tendono inoltre ad abbassarsi durante la notte, pertanto, è sconsigliato saltare pasti o praticare attività fisica costante e intensa prima di coricarsi.

Ipoglicemia: valori e tipi di glicemia bassa

Gli episodi in cui si verifica un calo del glucosio possono essere più o meno gravi.

Solitamente, le crisi più leggere, nonché più facili da trattare, si hanno quando i valori degli zuccheri si aggirano intorno ai 60 mg per dl di sangue.

Sono invece da considerarsi normali quei livelli compresi tra 70 e 100 mg. Al di sopra di questi intervalli, si parla invece di iperglicemia e probabile diabete.

Quando invece l’ipoglicemia è grave, vuol dire che i valori ematici dello zucchero sono scesi al di sotto dei 30 mg/dl. In tali casi è necessario un intervento medico.

Ipoglicemia: sintomi comuni

È importante sapere che un abbassamento non pericoloso di glucosio nel sangue è considerato normale durante le pause tra un pasto e l’altro, oppure quando stiamo praticando un’attività fisica.

In queste situazioni, infatti, possiamo percepire un leggero senso di fame senza stare male. Quando invece si verificano delle vere crisi, indipendentemente dal fatto di essere o meno diabetici, possiamo riscontrare alcuni precisi sintomi dell’ipoglicemia:

  • Aumento del battito cardiaco: è normale percepire un aumento della frequenza durante un episodio ipoglicemico, ciò può derivare da diverse cause, come la presenza in eccesso dell’insulina nel corpo;
  • Salivazione intensa: può essere correlata all’aumento del battito e quindi alle quantità maggiori di insulina nell’organismo;
  • Ansia: è possibile che l’ansia sia causata da un aumento di adrenalina, un ormone (prodotto dalle ghiandole surrenali) che il cervello ordina di rilasciare nel sangue. Adrenalina e insulina insieme possono provocare i sintomi dell’ipoglicemia appena esaminati;
  • Difficoltà di concentrazione: mancanza di concentrazione e lucidità sono una diretta conseguenza dei livelli insufficienti di glucosio, senza il quale il cervello non può funzionare correttamente;
  • Nausea: deriva dell’immissione in circolo del glucagone, ormone che viene secreto quando i livelli glicemici si abbassano;
  • Irritabilità: si verifica poiché il cervello ha “fame” di zuccheri ed è ipereccitato a causa dell’adrenalina in circolo;
  • Sudorazione: quando qualcosa nel nostro corpo non va come dovrebbe cominciamo spesso ad avvertire un aumento della sudorazione. In particolare, sudare freddo è un meccanismo di allarme che ci dice che dobbiamo intervenire immediatamente.

Altri sintomi della glicemia bassa comprendono:

  • Offuscamento della vista
  • Sonnolenza
  • Crisi convulsive
  • Perdita di coscienza

Ipoglicemia: cause comuni

È bene subito precisare che le cause della riduzione pericolosa dei livelli di glucosio sono diverse e possono essere più o meno correlate al diabete. Proponiamo una breve lista delle principali:

  • Diabete: l’assunzione di medicinali per contrastare il diabete può provocare come effetto collaterale una diminuzione eccessiva dei livelli di zuccheri.
  • Alimentazione insufficiente: questo punto si riallaccia a quello precedente, dal momento che il legame tra glicemia bassa e diabete è molto stretto. Se non consumiamo la corretta quantità di alimenti durante una terapia farmacologica, è possibile che i farmaci antidiabetici riducano eccessivamente gli zuccheri assunti attraverso un pasto.
  • Digiuno: anche il digiuno può essere pericoloso, sia per i diabetici che le persone sane, poiché i meccanismi del corpo per cercare di mantenere un livello di zuccheri sufficiente hanno una durata limitata.
  • Esercizio fisico intenso: lo sforzo prolungato senza consumare preventivamente uno snack provoca il crollo degli zuccheri. Ciò rappresenta inoltre uno dei motivi per i quali è sconsigliato svolgere attività fisica subito prima di coricarsi (potrebbe infatti insorgere un’ipoglicemia notturna).

Vi sono poi altre cause dell’ipoglicemia che vengono scoperte solo dopo specifici esami del sangue, è il caso di:

  • Squilibri ormonali
  • Patologie epatiche, surrenali, renali
  • Neoplasie
  • Abuso di alcol

Glicemia bassa: cosa fare subito?

In caso si verifichi una crisi ipoglicemica è essenziale capire come agire subito. Sia che si soffra di diabete o meno il primo intervento da effettuare in questi casi è l’assunzione di carboidrati.

In genere, si consiglia di bere o mangiare tra i 15-20 gr di carboidrati: per quanto riguarda le bevande ci riferiamo al semplice bicchiere di acqua con una bustina di zucchero o al consumo di succhi di frutta, per quanto invece riguarda gli alimenti possiamo ingerire caramelle o frutta (quella secca in particolare contiene quantità più elevate di zuccheri).

Per ristabilire gli adeguati livelli di glucosio occorrono circa 15 minuti. Se tuttavia percepiamo ancora qualche sintomo di glicemia bassa, assumiamo un’altra dose di zuccheri.

Un consiglio che vogliamo dare ai diabetici e alle persone sane è quello di portare sempre con sé una piccola quantità degli alimenti prima proposti, oppure barrette di cereali o cracker da consumare tra un pasto e l’altro a scopo preventivo.

Dieta per ipoglicemia: cosa mangiare e cosa evitare

Anche la dieta ha un suo ruolo primario, soprattutto perché ci aiuta a prevenire i cali di zuccheri. Vi sono determinati alimenti che ci consentono di avere una riserva di energia duratura i cui principi nutritivi vengono assorbiti più lentamente, evitando da una parte picchi glicemici e dall’altra episodi ipoglicemici.

  • Cosa mangiare: per impedire l’abbassamento dei livelli dei glucidi è bene distribuire gli alimenti tra i tre pasti principali considerando due spuntini. I cibi che possono essere consumati con sicurezza e che potremmo definire cibi ipoglicemici sono la frutta, sia fresca che disidratata, le marmellate (con pochi zuccheri), alcune tipologie di verdura come carote, zucchine e cipolle. Insieme a questi alimenti si consiglia poi di assumere i legumi, completi dal punto di vista nutrizionale, e i cereali integrali (da consumare a colazione ma anche sotto forma di pasta, pane e altri prodotti della panificazione).
  • Cosa evitare: contrariamente a quanto si possa pensare, fare il pieno di zuccheri non è un’idea sensata. Assumere bevande molto zuccherate o mangiare cioccolata e caramelle di frequente farà insorgere un problema opposto, ovvero l’iperglicemia. È importante poi ridurre gli alimenti ad elevato indice glicemico (in primis i derivati della farina bianca) e tutti quei cibi confezionati ricchi di conservanti e zuccheri aggiunti, che provocano ulteriori danni all’organismo. Occorre abolire anche le bevande alcoliche.