Liquirizia, Radice Digestiva: Proprietà, Usi e Controindicazioni

La liquirizia ha numerose proprietà benefiche ed è utile in caso di pressione bassa, reflusso e acidità. Vediamo tutti i suoi benefici, come usarla in cucina sia in versione pura che in polvere e in quali casi è sconsigliato il consumo.

liquirizia proprietà

La liquirizia, che prende il nome scientifico di Glycyrrhiza glabra, è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Fabaceae, che può arrivare al metro di altezza.

La denominazione comprende ben 18 specie, ma quella più comunemente utilizzata è quella asiatica, che è più robusta (perché resiste perfino al gelo) e cresce soprattutto su terreni difficili e non facilmente sfruttabili, come quelli calcarei e argillosi.

Per sfruttare le proprietà della liquirizia, vengono utilizzate soprattutto le sue componenti “sotterranee”: questa pianta si sviluppa infatti in profondità molto più che in superficie, arrivando a costituire una complessa rete di radici e fusti che si estende anche per più di due metri.

In commercio la liquirizia può essere reperita pura, sotto forma di tronchetti o in radice essiccata, sia elaborata, sotto forma di estratto pronto al consumo alimentare o ai fini dell’integrazione.

È poi possibile acquistarla in altre decine di varianti, come ad esempio sottoforma di bastoncini “spezza fame”, da rosicchiare, o in forma polverizzata per la preparazione di infusi, decotti, cosmetici fatti in casa e maschere di bellezza.

Il suo principio attivo è la glicirrizina, un glicoside (composto zuccherino) con centinaia di proprietà differenti, delle quali parleremo tra poco.

La glicirrizina viene sfruttata dall’industria moderna soprattutto come dolcificante perché, oltre a presentare un potere zuccherino elevato (circa 50 volte superiore a quello del normale zucchero da tavola) risulta essere anche più resistente alla cottura rispetto ad altri dolcificanti, inclusi soprattutto quelli di origine sintetica, molto più instabili.

È un ottimo antibatterico ed è utilizzata per modulare le risposte del sistema immunitario nelle malattie autoimmuni. Contrasta la pressione bassa, è epatoprotettiva, migliora le funzionalità del tratto digerente, è espettorante ed emolliente e ha un effetto sul sistema ormonale di tipo estrogenico.

Liquirizia: proprietà e benefici

La liquirizia è in grado di apportare numerosi benefici all’organismo sia sul tratto digerente che sul sistema immunitario, ma vediamo insieme quali sono le proprietà della liquirizia più interessanti.

Contro acidità di stomaco e reflusso

La radice di liquirizia, più in particolare il suo estratto, si è dimostrato un valido aiuto per chi soffre di bruciore di stomaco e reflusso in quanto è in grado di proteggere le mucose gastrointestinali.

La sua azione è efficace anche in caso di ulcera duodenale in quanto la glicirrizina ha funzioni cicatrizzanti e stimola la produzione di muco che riveste e protegge le pareti gastriche. Per usufruire dei benefici della radice di liquirizia in caso di reflusso, basta consumare il decotto un paio di volte al giorno.

Combatte la pressione bassa

L’estratto di liquirizia consente di contrastare la pressione bassa (ipotensione) e si rivela utilissimo sia per quei soggetti che ne soffrono in cronico che per tutti coloro che sono considerati “ipotesi secondari”, ad esempio chiunque abbia la pressione bassa a causa di livelli di colesterolo troppo alti nel sangue o patologie a carico del cuore come la sindrome metabolica.

Come fa? È molto semplice: l’effetto è dovuto sia ai suoi composti antiossidanti e antinfiammatori che alla capacità che ha di “spingere” l’organismo ad espellere più potassio, aumentando di riflesso la pressione sanguigna.

Azione espettorante

La liquirizia ha proprietà balsamiche ed espettoranti. Aiuta l’espulsione naturale dell’espettorato dei bronchi ed è eccellente (sotto forma di compresse o caramelline, vendute in erboristeria e farmacia) da utilizzare per ridurre il fastidio alla gola in presenza di influenza. In alternativa si può preparare un decotto contro tosse e catarro seguendo la ricetta più in basso.

Disturbi del fegato

La liquirizia è eccezionale per combattere le disfunzioni del fegato e aiutare l’organismo ad attuare una sorta di “ripristino naturale” delle sue potenzialità. Viene, infatti, utilizzata all’interno di molte tisane drenanti/detossinanti e anche di farmaci o integratori per il benessere del fegato, fitoterapici e non. Alcuni studi hanno dimostrato la sua efficacia in caso di insufficienza epatica e cirrosi.

Azione digestiva

Tra i maggiori benefici della liquirizia vi è di certo il suo elevato potere digestivo. Viene regolarmente utilizzata tra i pazienti affetti da dispepsia per ridurre nausee, dolori di stomaco e fastidi da indigestione. E’ inoltre un coadiuvante per le terapie contro l’ulcera gastrica.

Antibatterica

La glicirrizina, che è il vero principio attivo dell’estratto di liquirizia, sembra avere delle eccellenti proprietà antibatteriche. L’estratto liquido della liquirizia (oltre ad essere un validissimo dolcificante) riuscirebbe a contrastare in particolar modo due ceppi batterici ben precisi, ovvero S. mutans e L. acidophilus, i maggiori responsabili della proliferazione batterica del cavo orale e, indirettamente, delle carie dentarie.

Tisana alla liquirizia

Una tisana alla liquirizia può essere un ottimo modo per beneficiare delle sue proprietà espettoranti, antireflusso e depurative.

Tisana alla liquirizia contro reflusso e acidità

È sufficiente porre a macerare 20g di foglie essiccate in 500ml d’acqua fredda, che andrà portata a bollore e lasciata ribollire per 5 minuti. Le foglie andranno poi lasciate riposare all’interno della loro acqua per tutta la notte, prima di essere filtrate e ottenere un decotto infallibile per mitigare l’acidità gastrica.

Tisana drenate alla liquirizia

Un’alternativa, perfetta per drenare i liquidi in eccesso e migliorare il microcircolo, è la tisana di liquirizia, finocchio, tarassaco e betulla. Per prepararla in casa basta mescolare in parti uguali i 4 ingredienti appena citati, dosandoli con un cucchiaino. È sufficiente meno mezzo cucchiaino di foglie/semi per ciascuna tazza, da lasciare in infusione in acqua bollente per 10 minuti e filtrare.

Come usare la liquirizia in cucina

La liquirizia in cucina può essere utilizzata come insaporitore per piatti di ogni tipo, ad esempio il suo estratto è ottimo per la preparazione di dolci, budini e creme.

La liquirizia in polvere è perfetta per conferire un profumo e un retrogusto più interessante a piatti potenzialmente semplici, come una pasta risottata, dei funghetti trifolati o verdure alla griglia. Può essere aggiunta ad impasti di torte e biscotti, in cui si abbina bene al cioccolato.

In alternativa con la liquirizia polverizzata si può fare un goloso gelato o un sorbetto digestivo da gustare a fine pasto. Se non riusciamo a reperirla già in polvere, possiamo acquistare i tronchetti di liquirizia pura e tritarli con un mixer potente.

Molto interessante il suo uso per la preparazione di sciroppi di liquirizia da utilizzare come base per molti piatti. Se lasciata macerare in aceto balsamico o olio d’oliva è invece in grado di aromatizzarli e trasformarli in una valida idea regalo fatta in casa.

Infine, ricordiamo che si può creare un liquore alla liquirizia da gustare al naturale o da usare per aromatizzare dolci, dessert e bevande.

Liquirizia: controindicazioni

Essendo un alimento dalle grandi proprietà, sia nel bene che nel male, la liquirizia non andrebbe mai consumata senza alcuna moderazione. Andrebbe evitata da alcuni soggetti in condizioni particolari, come ad esempio da chi soffre di pressione alta o dalle donne in gravidanza.

Il principio attivo della radice di liquirizia è il maggiore responsabile di tutti gli effetti benefici della stessa, ma anche delle reazioni avverse che è in grado di scatenare. Per gli amanti del gusto amaro e spezzafame della liquirizia sono disponibili in commercio, proprio per questa ragione, compresse, caramelle e stecche a base di liquirizia de-glicirrizinata, perfetta per un consumo più rilassato e sereno.

Le donne in gravidanza dovrebbero evitarla perché un suo abuso favorisce un eccesso di prostaglandine nell’utero, con conseguenze gravissime come la comparsa di contrazioni premature e, dunque, interruzione della gravidanza in termini ridotti rispetto al previsto.

Se è poi vero che la liquirizia può aiutare a dimagrire, è anche vero che consumarla in eccesso può portare all’inibizione di un gene che causa la riduzione, nel sangue, delle concentrazioni di uno specifico enzima (P450), in grado di “spegnere” in maniera consistente l’attività metabolica.

Tra gli effetti collaterali della liquirizia ricordiamo poi quelli a carico del sistema cardiovascolare. Se la radice o l’estratto possono risultare utili in chi soffre di pressione bassa, è vero anche che fanno l’effetto opposto su chi non ne soffre o conduce una vita molto stressata. La liquirizia aumenta le concentrazioni di cortisolo nel sangue (ormone dello stress) un po’ come il tè, il caffè e tutte le sostanze considerate “eccitanti”.

Questo può causare un aumento della pressione sanguigna, una marcata eliminazione di potassio e conseguente accumulo di ritenzione idrica (il corpo e soprattutto i reni producono aldosterone, l’ormone che trattiene i liquidi, per controbilanciare l’effetto disidratante della liquirizia!).