Metalli Pesanti: Quali Sono, Dove si Trovano e Come Disintossicarsi

I metalli pesanti possono provocare delle vere e proprie intossicazioni che sfociano in disturbi più o meno gravi. Scopriamo quali sono i metalli tossici più comuni e diffusi nei cibi e nell'ambiente, quali conseguenze provocano e come disintossicarsi.

metalli pesanti

I metalli pesanti, o tossici, sono elementi che introduciamo nel nostro organismo involontariamente poiché presenti nell’ambiente circostante. Cosa significa? Esistono metalli che sono indispensabili per la salute, pensiamo ad esempio al ferro e allo zinco.

Vi sono poi alcuni di essi che hanno effetti fortemente nocivi sull’organismo: mercurio, cadmio, piombo e alluminio ne sono un esempio. Dobbiamo però sottolineare che anche quelli più innocui e utili (come il ferro citato prima) possono rivelarsi dannosi se presenti in quantità elevate. Per questo motivo è necessario disintossicare il nostro corpo dall’accumulo di queste sostanze.

L’aggettivo “pesanti” si riferisce in particolare alla loro maggiore densità rispetto agli altri metalli che li rende difficili da eliminare. Di solito sono presenti nell’organismo in tracce, tuttavia, possono accumularsi fino a colpire determinati tessuti: ad esempio il mercurio va ad intaccare i reni e il piombo le ossa.

Questi elementi sembrano infatti capaci di legarsi alle proteine del sangue e in questo modo raggiungere qualsiasi distretto dell’organismo. Come vengono assunti? I metalli pesanti penetrano nell’organismo attraverso l’aria, l’acqua, gli oggetti metallici che utilizziamo tutti i giorni e che ci circondano nonché gli alimenti che consumiamo; un esempio è il nichel, un metallo pesante che in alcuni soggetti scatena delle vere e proprie reazioni allergiche. Impariamo quindi a conoscere questi elementi per poter salvaguardare la nostra salute.

Metalli pensanti: perché fanno male?

Avendo una maggiore densità e riuscendo ad arrivare e accumularsi in diversi organi e tessuti, i metalli tossici possono provocare una vasta gamma di danni al nostro corpo, partendo dalle manifestazioni più “innocue”, come irritazioni cutanee fino ad arrivare allo sviluppo di patologie più serie.

  • Si contrappongono ai minerali essenziali Quando i minerali tossici sono presenti in quantità elevate possono interferire con i minerali “buoni” relativamente al loro assorbimento e intaccando alcuni processi enzimatici in cui questi sono di norma coinvolti.
  • Provocano intossicazione alimentare In caso di accumulo di sostanze tossiche è normale che si avvertano fastidi a livello gastrico, provocando nausea e vomito, ma anche debolezza, mal di testa e incapacità di concentrarsi.
  • Sono responsabili di squilibri ormonali L’intossicazione da metalli pesanti ha conseguenze anche sull’assetto ormonale, in quanto può intaccare il funzionamento di quegli organi deputati alla produzione degli ormoni.
  • Formano i radicali liberi I metalli tossici si aggregano alle proteine del sangue e al contempo disgregano le molecole, distruggendone i legami chimici e provocando il rilascio dei pericolosi radicali liberi.
  • Sono legati allo sviluppo di malattie neurodegenerative Molti studi scientifici hanno appurato che alcuni metalli come l’alluminio o il mercurio sono responsabili della comparsa di malattie neurodegenerative, come ad esempio l’Alzheimer.
  • Causano aborti e malformazioni I metalli che l’organismo non riesce ad eliminare penetrano nella placenta e possono causare contrazioni uterine (e quindi aborto) o arrivare direttamente al feto, con conseguente comparsa di malformazioni e compromissioni delle funzionalità degli organi.

Metalli pesanti: quali sono e dove si trovano

Abbiamo esaminato quali sono le conseguenze sul nostro corpo derivanti dall’assunzione dei metalli pesanti. Vediamo adesso di capire quali sono i metalli pesanti, quali troviamo in maggiore misura nell’ambiente e le loro caratteristiche.

I metalli definiti “pesanti” sono: alluminio, argento, bario, berillio, cadmio, cobalto, cromo, ferro, manganese, mercurio, molibdeno, nichel, piombo, rame, stagno, titanio, tallio, vanadio, zinco e alcuni metalloidi come arsenico, bismuto e selenio.

Quando ci si riferisce ad un’intossicazione da metalli pesanti, si parla principalmente di questi elementi: mercurio, piombo, alluminio, cadmio ed arsenico. Vediamo nel dettaglio perché fanno male e in quali elementi ed oggetti sono maggiormente contenuti.

Mercurio

Per disintossicarsi dai metalli pesanti occorre prima individuarli e quindi cercare di capire quali siano le fonti principali. Il mercurio si trova nelle falde acquifere e nel terreno a causa dell’utilizzo di sostanze inquinanti, in alcuni vaccini e in vecchie amalgame dentali. Viene assorbito dai vegetali e dai pesci in tempi rapidi e colpisce in particolar modo i distretti nervosi, comportando turbe psichiche, insonnia e convulsioni.

Piombo

È presente nell’ambiente e nell’aria a causa degli scarichi industriali e dei vari mezzi di trasporto. È contenuto anche nelle sigarette e si ritrova in molte coltivazioni agricole in cui sono adoperati fertilizzanti e pesticidi, trasferendosi così in frutta e verdura. Il piombo si accumula a livello osseo, riducendo la presenza del calcio, e a livello cerebrale provocando alterazioni dei nervi.

Alluminio

Estremamente diffuso nell’ambiente che ci circonda, i residui di alluminio vengono ingeriti quando consumiamo cibi in scatola, usiamo pentole o altri utensili da cucina composti da questo materiale, o persino quando assumiamo alcune categorie di medicinali. Inoltre è contenuto anche nei cosmetici, in particolare in alcuni tipi di deodoranti. I suoi effetti negativi riguardano il cervello, infatti, causa Alzheimer, mal di testa e disturbi della memoria.

Cadmio

È tra quei metalli pesanti la cui presenza nell’ambiente è dovuta principalmente all’utilizzo di fertilizzanti e agli inceneritori industriali. È poi contenuto anche nelle batterie e nelle sigarette. Nell’organismo può indurre compromissione a livello renale e cardiovascolare.

Arsenico

È nota la sua capacità di avvelenare gli organismi anche in ridotte quantità tanto da poterne provocare la morte. Si può trovare nelle falde acquifere e nelle colture in cui sono state adoperate sostanze contro i parassiti.

Come disintossicarsi dai metalli pesanti?

Nei casi in cui nel corpo si siano accumulate notevoli quantità di anche uno solo dei metalli tossici, o di qualsiasi altro metallo, è fondamentale procedere ad una disintossicazione di tali sostanze.

In ambito medico si parla di terapia chelante, vale a dire un trattamento a base di EDTA, ossia acido etilendiaminotetraacetico, che è in grado di catturare le sostanze tossiche favorendone l’eliminazione. È altresì possibile adoperare altri agenti chelanti; la caratteristica di questo trattamento è che deve essere predisposto da un medico competente in strutture sanitarie, poiché si tratta di una terapia per endovena.

Dal momento che la terapia chelante deve essere compiuta svolgendo prima numerosi controlli, abbiamo a disposizione degli elementi di origine più o meno naturale che agendo in modo molto più lieve possono essere impiegati per disintossicarsi dai metalli pesanti:

Alghe

Sappiamo che le alghe contengono molta fibra in grado di favorire il transito intestinale, esse possiedono però anche proprietà diuretiche che consentono di eliminare le tossine principalmente attraverso l’azione renale. Le alghe più adatte per i metalli tossici sono la clorella, efficace nel legarsi ai metalli (soprattutto mercurio) che si depositano a livello gastrico, alga klamath e spirulina.

Bentonite

Si tratta di una tipologia di argilla dalle spiccate proprietà chelanti che riescono ad agevolare l’espulsione dei metalli pesanti e delle tossine in generale, e specialmente di tutte quelle sostanze che possiedono una carica positiva.

Zeolite

È un minerale di origine vulcanica tra i più utilizzati in caso di ingestione di metalli tossici. Possiede una struttura particolare che intrappola le tossine e altre sostanze dannose e di rifiuto del nostro organismo. Anch’essa attrae gli elementi caricati positivamente.

Coriandolo

Ebbene sì, anche un’erba comunissima come il coriandolo viene in nostro aiuto in caso di intossicazione da metalli pesanti. Si lega in particolare al mercurio, al cadmio e al piombo e riesce ad arrivare ai tessuti e alle cellule più piccole, nonché al cervello (che alcune sostanze chelanti non riescono a raggiungere). Dimostra la sua efficacia completa quando associato alle alghe.

Glutatione

È un elemento che il nostro corpo produce autonomamente e che ha un potente effetto detox. Anch’esso è in grado di chelare i metalli tossici più comuni e agevolarne l’eliminazione. Poiché tuttavia si è scoperto che non viene ben assorbito quando assunto dall’esterno (integratori), occorre aumentare il consumo di selenio e zolfo che agiscono sull’aumento della sua produzione.

Omega 3

Sembra che anche gli acidi grassi Omega 3 svolgano la funzione di “spazzino” dell’organismo, pertanto, per eliminare le tracce dei metalli pesanti è consigliabile consumare cibi che ne contengano a sufficienza o integratori possibilmente di origine vegetale.