Vitamina D: a Cosa Serve, Sintomi da Carenza e Come Integrarla

A cosa serve la Vitamina D? Quali sono i sintomi da carenza e le cause? Dove si trova e come integrarla al meglio? Ecco le risposte della nutrizionista!

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In questo articolo tratteremo più da vicino una delle vitamine liposolubili, la Vitamina D, che è da considerare anche come un ormone, grazie alla scoperta di particolari recettori in diversi distretti corporei. Capiremo meglio a cosa serve la vitamina D, quali sono le sue funzioni principali, come riconoscere eventuali carenze e in che modo integrarla correttamente attraverso l’alimentazione e con l’uso di integratori specifici.

Le vitamine sono sostanze indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo, anche se non hanno funzione plastica o energetica. Tutti i tipi di vitamine vanno assunte necessariamente attraverso l’alimentazione, poiché non siamo in grado di sintetizzarle all’interno dell’organismo; siamo soliti dividere le vitamine in idrosolubili, ovvero solubili in acqua (Vitamine del gruppo B e Vitamina C) e liposolubili cioè solubili nei lipidi ( Vitamine A, D, E, K).

Quella che noi chiamiamo vitamina D, in realtà indica due differenti composti: la vitamina D3 (colecalciferolo) e la vitamina D2 (ergo calciferolo). Mentre la D2 si trova in piante e funghi, la forma D3 viene sintetizzata nella specie umana attraverso l’esposizione al sole – raggi UVB- o, in aggiunta attraverso la dieta.

Entrambe le forme sono però inattive, perciò vengono trasferite al fegato e ai reni dove, attraverso processi chimici (idrossilazione) vengono trasformate nella forma 25-OH-D e nelle forma 1,25-OH-D, la forma attiva e 24,25-OH-D.

La sua forma 25-OH-D rappresenta la fonte maggiore di stoccaggio della vitamina e anche quella che noi andiamo a dosare quando facciamo un prelievo (25-OH-D). Ultimi studi importanti hanno dimostrato che la vitamina D viene attivata anche direttamente nei tessuti, senza passare da fegato e reni, ecco perché definita un ormone.

Vitamina D: a Cosa Serve?

Vediamo ora a cosa serve la Vitamina D, quali sono i valori normali e quando si parla di carenza o intossicazione. Livelli idonei nel sangue di questa vitamina-ormone, sono da correlare positivamente a:

  • ridotta insorgenza di neoplasie
  • prevenzione del diabete di tipo 2 e della sindrome metabolica
  • protezione contro malattie cardiovascolari
  • maggiore mineralizzazione ossea
  • produzione di proteine muscolari e quindi più efficienza dell’apparato muscolo-scheletrico
  • riduzione degli stati infiammatori dell’organismo
  • integrità della pelle e, di conseguenza, minor insorgenza di malattie come psoriasi, dermatiti ecc.

Molti sono i tessuti e gli apparati influenzati dall’azione della vitamina D, ma la sua funzione si esplica principalmente su intestino, apparato scheletrico e renale. A livello osseo favorisce la deposizione di calcio, controllando il riassorbimento di quello già deposto, e ciò va a promuovere la rimineralizzazione ossea; a livello renale favorisce l’escrezione di fosfati e il riassorbimento di calcio; anche a livello intestinale agisce promuovendo l’assorbimento di calcio e fosforo.

Negli ultimi anni si è fatta sempre più avanti l’ipotesi che la vitamina D, oltre che agire sugli apparati succitati, abbia una notevole influenza anche sulla tiroide, ed è per questo che patologie legate a questa ghiandola, vengono sempre più trattate con integrazione della vitamina in questione.

Quali Sono i Livelli Ottimali di Vitamina D?

I valori normali di Vitamina D sono compresi tra 50-100 ng/ml; si parla di carenza grave di Vitamina D quando i valori sono inferiori a 20 ng/ml e di carenza lieve quando sono compresi tra 25-50 ng/ml. In alcune situazioni può verificarsi anche un eccesso di Vitamina D, questo avviene quando i valori sono maggiori di 100 ng/ml. Un’intossicazione da Vitamina D, si verifica invece quando i livelli sono maggiori di150 ng/ml.

Ad oggi, purtroppo, siamo tutti nella condizione di “carenza”: provate a fare un dosaggio di questa vitamina e riscontrerete voi stessi una carenza (a volte anche grave), che va necessariamente integrata, poiché con la sola alimentazione non si riesce a raggiungere i valori ottimali di cui sopra.

Come viene sintetizzata la vitamina D?

Come detto poc’anzi, la sintesi di vitamina D avviene attraverso l’esposizione al sole che rappresenta almeno l’80-90% della quantità di vitamina che possiamo ottenere, e attraverso la dieta, ma che influisce solo per il 10-20%.

Ci sono però dei fattori che regolano la sintesi attraverso l’esposizione solare:

1. Le stagioni: i raggi UVB (quelli che non riescono a penetrare fino al derma, ed hanno lunghezza d’onda compresa tra i 280 e i 320 nm) non sono sempre uguali nell’arco dell’anno, saranno normalmente più bassi in inverno e più alti in estate.

2. La latitudine: più si è lontani dall’equatore, più la loro incidenza sarà minima.

Vitamina D: Come e Quando integrarla

Purtroppo su questo argomento c’è ancora una gran confusione: si è soliti “prescrivere” dosaggi settimanali o mensili di vitamina D, ma non si tiene conto del fatto che la vitamina D ha un’emivita di 24 ore. Ciò significa che dopo 24 ore il dosaggio che noi abbiamo preso si sarà ridotto della metà; dopo ulteriori 24 ore ancora della metà e così via…facendo quindi innalzare i livelli ematici di vitamina solo nelle prime ore dopo la sua assunzione, ma non portandolo poi effettivamente nei tessuti.

L’approccio più sensato è quello dunque di effettuare un’integrazione giornaliera: un adulto sano, per raggiungere un livello sierico di 40 ng/ml, avrà bisogno di almeno 8000 UI giornaliere.

Si dovrebbe consigliare, contestualmente, anche un’integrazione di vitamina K2, poiché si è visto che questa lavora in maniera sinergica con la vitamina D, aiutandola nel deposito di calcio nelle ossa e rimuovendolo dai tessuti molli.

Non esiste un vero e proprio timing per assumere le compresse o le gocce di vitamina D, però un fattore importante da valutare è che, essendo una vitamina liposolubile, va assunta quando abbiamo dei lipidi in circolo, e ciò significa a stomaco pieno.

Carenza di Vitamina D: Cause

Abbiamo già detto che se non ci si espone al sole in maniera adeguata (non bastano 10 minuti al giorno, per di più con filtri solari) e non si ha una dieta ricca soprattutto in pesci grassi, la carenza di vitamina D è “dietro l’angolo”, ma ci sono anche molti altri fattori concorrenti:

– se si è fortemente in sovrappeso o obesi, poiché il tessuto adiposo preleva la vitamina D in modo direttamente proporzionale alla sua massa: più si è in sovrappeso, più si avrà carenza di vitamina D

– se si segue una dieta vegana o con una accertata intolleranza al lattosio (si vanno ad escludere così tutti gli alimenti ricchi di vitamina D)

-se si ha una carnagione scura o si è di razza nera, poiché la presenza di melanina ostacola la sintesi cutanea

– se si hanno problemi di assorbimento intestinale dei grassi, (celiachia, morbo di Chron, infiammazioni intestinali) poiché la vitamina D è liposolubile e quindi non viene assorbita

– se si ha più di 50 anni, poiché se ne produce meno anche se ci si espone al sole

Carenza di Vitamina D: Sintomi

I sintomi da carenza di Vitamina D sono principalmente legati al tessuto scheletrico: osteomalacia nell’adulto (patologia che determina rammollimento e deformazione ossea) e rachitismo nel bambino.

Quando è necessario indagare? Quando ci si trova di fronte ad alcuni chiari sintomi:

  • Dolore muscolo-scheletrico e senso di pesantezza alle gambe
  • Malattia celiaca
  • Diabete
  • Infezioni frequenti
  • Malattie autoimmuni
  • Malattie cardiache

Correlazione tra Vitamina D ed Altre Patologie

Malattie autoimmuni: già citate in precedenza specialmente quelle legate alla tiroide; la vitamina D è un potente immuno-modulatore e la sua integrazione è legata non solo ad un decremento dei valori ematici degli anti TPO, ma si è visto che una minore concentrazione di vitamina D è associata ad una maggiore aggressività di cancro alla tiroide. Parimenti si sta cercando di studiare l’effetto dell’integrazione della vitamina D sulle tiroiditi insorgenti dopo il parto, ma in merito gli studi sono ancora da approfondire.

Malattie metaboliche: la carenza di vitamina D aumenta notevolmente il rischio di malattie come diabete e pre-diabete, sindrome metabolica, anche a prescindere dal peso del paziente studiato.

Malattie cardiovascolari: la vitamina D non solo riduce l’ipertensione, ma la sua deficienza è associata a mortalità in caso di malattie cardiovascolari. Certo, anche in questo caso gli studi sono da approfondire, ma per lo meno si è potuto stabilire che una sua supplementazione possa comunque ridurre tutte le cause di morte relative a problemi cardiovascolari.

Infertilità: donne che hanno alti livelli di vitamina D, soprattutto coloro che si sottopongono a cicli di fecondazione in vitro, hanno maggior possibilità di successo, poiché questa vitamina favorisce la produzione di embrioni di buona qualità; di contro i suoi bassi livelli sono stati correlati ad un rischio maggiore di pre-eclampsia e di aborto spontaneo.

Malattie del sistema nervoso: principalmente depressione e stati d’animo abbattuti sono da ricollegare ad una carenza importante di vitamina D

Vitamina D e Alimentazione

E’ sempre necessario avere una dieta varia ed equilibrata, ma le principali fonti di vitamina D (il cui contenuto è espresso in Unità Internazionali: 1 UI= 0,025 µg di vitamina D) sono rappresentate da alimenti di origine animale come alcuni tipi di pesce.

In particolare la Vitamina D3, è contenuta in maggiori quantità in:

  • Olio di fegato di merluzzo (250 µg per 100 g)
  • Carpa (24,7 µg)
  • Salmone affumicato (17,1 µg)
  • Sgombro (16,1 µg)
  • Salmone in scatola (14,1 µg)
  • Pesce spada (13,9 µg)

Altri alimenti che contengono vitamina D3 sono:

  • Rosso d’uovo (5,4 µg)
  • Uovo fritto o sodo (2,2 µg)
  • Burro (1,5 µg)
  • Latticello (1,3 µg)
  • Fegato di manzo (1,2 µg)

La vitamina D2, di origine vegetale, è contenuta principalmente in alcuni tipi di funghi come:

  • Maitake o grifola frondosa (28,1 µg)
  • Finferli (5,3 µg)
  • Morchelle dette anche spugnole (5,1 µg)

e in piccolissime quantità anche negli shiitake (0,4 µg) e negli champignon (0,3µg ).

Infine, in commercio si possono trovare anche degli alimenti “fortificati” con vitamina D, come nel caso del latte, bevande a base di soia, fiocchi di avena o alcuni tipi di succhi. Laddove, con dieta e ed esposizione solare, non si arrivi a livelli sufficienti di questa vitamina, è necessaria un’integrazione.

Bibliografia:
1.Clinical review: The role of the parent compound vitamin D with respect to metabolism and function: Why clinical dose intervals can affect clinical outcomes. Hollis BW1, Wagner CL.

2. The effect of vitamin D supplementation on thyroid autoantibody levels in the treatment of autoimmune thyroiditis: a systematic review and a meta-analysis. Wang S1, Wu Y1, Zuo Z1, Zhao Y1, Wang K2.

3. Sunshine vitamin and thyroid. Nettore IC1, Albano L2, Ungaro P3, Colao A1, Macchia PE4.

4. Vitamin D, cardiovascular disease and mortality Stefan Pilz, Andreas Tomaschitz, Winfried März, Christiane Drechsler, Eberhard Ritz, Armin Zittermannm Etienne Cavalier, Thomas R. Pieber, Joan M. Lappe, William B. Grant, Michael F. Holick, Jacqueline M. Dekker

5. The role of vitamin D in reproductive dysfunction in women – a systematic review. Skowrońska P1, Pastuszek E2, Kuczyński W3, Jaszczoł M4, Kuć P3, Jakiel G5, Wocławek-Potocka I6, Łukaszuk K7.

6. La vitamina D-imenticata – Dr Silvio Spinelli




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Sono una Biologa Nutrizionista, appassionata e “affamata”, non di cibo, ma di sapere, alla ricerca di una formazione continua! La soddisfazione più grande arriva, però, dai pazienti che, con il mio aiuto, riacquistano un rapporto sano con il cibo! Il mio blog "www.ilpiattogiustoblog.wordpress.com", cita: “Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte”, perciò ai fornelli la mia “missione” è coniugare gusto e salute (le cene settimanali tra amiche sono un must)! Mai senza lettura, sport e mare! Segui la mia pagina Fb:"Il piatto giusto - Dott.ssa Antonella Ferrigno" per rimanere sempre in contatto con me o scrivimi a: ferrigno_antonella@libero.it